Haiku bambini (Viviana)

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Il neonato progetto sugli haiku sta volando e librandosi leggero sull’etere, costruendo reti di parole, sillabe, emozioni.
La voglia di giocare è tanta e sta contagiando una marea di persone che fanno ballare le sillabe sulle dita, come se fossero così calde da dover atterrare sulla carta.

Perché abbiamo deciso di coinvolgere i bambini in questo gioco? Perché sono coloro i quali sanno vedere le cose nella loro essenza e hanno una capacità di sintesi strepitosa. Perché sono un po’ come gli haiku: piccoli fuori e incredibilmente spaziosi dentro. E hanno anche un’altra caratteristica che li rende incredibilmente avvezzi alla creazione di Haiku, la capacità cioè di rovesciare il reale, di ribaltare il senso. Solo i bambini sanno prenderti per mano, portarti in un punto e poi costringerti a metterti a testa in giù. Quante volte vi è capitato di parlare con un bambino, vostro figlio o figlia che fosse, e trovarvi in un mondo nonsense. Cito da Wikipedia : “Tale rovesciamento semantico è spesso indice della riuscita di un haiku, sottointendendo la complessità del sentire poetico e realizzando un salto dell’immaginazione tra concetti e immagini apparentemente distanti.“. Chi meglio dei bambini sa fare , naturalmente, questo salto?

Io ho tre figlie, di 6, 4 e poco più di 2 anni. E gioco agli haiku con loro. Emma la più grande sillaba naturalmente.
Nora, la mediana, è sintetica di suo.
Violetta, la piccola, ha ancora un linguaggio fatto a metà tra le parole e le onomatopee.

Ebbene a volte con loro prendiamo un oggetto o un paesaggio, meglio se qualcosa di naturale perché gli haiku si ispirano alla natura e un motivo ci sarà. E infatti c’è e cioè la natura è la principale fonte di ispirazione e suggestione che viene poi decifrata, scomposta in sillabe e immortalata in immagini. E chiedo loro di dirmi cosa vedono. Chiedo loro di soffermarsi su quell’immagine, di entrarci dentro e di pensare, per un attimo appena, con tutta la concentrazione di cui sono capaci a ciò che stanno osservando.

Ecco. Provate a farlo. Se i bambini sono più grandi e sapranno sillabare e disciplinare il verso da soli, avrete un haiku bello e pronto. Se dovrete aiutarli a contare o limare, vi accorgerete che non ci sarà poi così tanto da aggiustare, togliere o mettere, ma -tuttalpiù – dovrete scuotere quei versi come fossero un “nevino” ed essi ricadranno giù nel loro ordine più naturale, giusto e bello: haiku.

E’ così bella.
Ho voglia di prenderla.
Aghi di pino.

Emma mentre osserva una pigna.

Se sono piccoli ascoltateli, seguiteli e contate voi. Scoprirete tantissimi haiku nascosti nei loro pensieri, imbrigliati nelle loro parole

Ho due ali.
Una bianca e una rosa.
Poi si mischiano.

Nora che vede ciò che io non vedo.

Il mare è blu
e verde, blu e verde
splash.

Violetta che ci aveva messo pure il suono che fanno i braccioli mentre li si gonfiano 🙂

Ecco, questo è il nostro modo di giocare. Giocate a anche voi e condividiamoli tutti insieme, liberiamo le parole, facciamole volare.

Viviana Violo, l’originale sul blog Lunamonda, qui

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One thought on “Haiku bambini (Viviana)

  1. […] pomeriggio a ragionar di haiku bambini su una seggiolina proprio così. Vedi, Viviana Violo, ti dicevo io che questa fotografia bellissima che hai scattato a Natale mi sarebbe servita, […]

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