698. Rappresentare la felicità: dove? quando? Un esperimento con la 5 B

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Terremoti, slavine e tormente di neve riempiono le cronache di questi giorni. Non è stato facile, oggi, entrare in classe e spiegare in modo asettico che i temi tipici della poesia haiku sono il passare ciclico della natura, lo svolgersi di un tempo eterno, la finitezza dell’uomo che è parte minuscola e certamente non la più importante dell’universo.

Trovo di fronte a me bambini vivaci, alcuni di loro faticano un poco  a comporre in italiano (sono arrivati da poco in Italia) ma ci mettono grande impegno e la consueta esuberanza nel lavoro in gruppo. Decido che la conta delle 5/7/5 sillabe è oggi l’aspetto meno importante. Mi preme far capire quanto la poesia haiku, partendo da percezioni reali, porti messaggi universali e profondamente spirituali. Piano piano ci arriviamo, con gli haiku classici e con gli albi.

Con questa classe ho voglia di insistere più del solito sul dato di partenza: la concretezza dell’esperienza. Questa infatti distingue il linguaggio degli haiku da buona parte della poesia proposta a scuola, centrata solitamente sulle ricorrenze e su ideali astratti, oppure testimone di una natura idealizzata e consolatoria.

Chiedo ai bambini di chiudere gli occhi e visualizzare una situazione in cui sono felici nella natura. Le risposte mi sorprendono: compaiono subito le vacanze e i papà, mentre non c’è traccia di parchi cittadini, vasi sul balcone, mamme e nemmeno delle strutture della scuola che pure gode di orti, serre e animali. Nella loro percezione la natura e la felicità sono totalmente escluse dalla quotidianità.

Ecco i loro autoritratti di felicità in natura:

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Uscendo, trovo su un cartellone questo vivido racconto delle vacanze:

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Io penso che un compito della scuola sia aiutare i bambini a percepirsi come parte attiva e vivace del mondo ogni giorno, anche negli aspetti più banali. Ne ho incontrati molti in questi mesi; quasi tutti mi sono apparsi piuttosto sereni ma poco abituati ad autorappresentarsi, a collocarsi nel mondo e a valorizzare le opinioni personali. Chissà se si rendono conto di essere anche tanto tanto fortunati.

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