696. Istantanee della VD virate al color di vento

Rieccomi in V D.

Il secondo modulo del progetto Vita pulsante a scuola, avviato con il laboratorio di poesia haiku, prevede che in due ore i bambini sperimentino la manipolazione di diversi tipi di materiali, tracce e carte, godendosi un’ampia gamma di sensazioni gestuali e tattili che si susseguono rapidi ma non indolori come il passare del vento, del tempo e delle stagioni. Documentare un laboratorio espressivo che prevede l’uso di molti materiali mentre lo si conduce non è semplice, ma questa mattina sono riuscita a fermare qualche momento e mi piace condividere l’atmosfera in classe.

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Introduco il lavoro leggendo questo sofisticato libro di Anne Herbauts, ricco di suggestioni che intrecciano con un equilibrio molto evocativo testo, soluzioni grafiche e tipografiche, illustrazioni.

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Anne Herbauts racconta:

“Ho tendenza a dire che non sono né illustratrice né scrittrice, perché faccio dei libri, ma li faccio nel senso che li scrivo col testo E con l’immagine, e non sono né nel testo né nell’immagine, ma tra i due. Scrivo facendo una collisione di testo e immagine. Quando costruisco un libro, dico “fabbricare un libro”, perché bisogna pensarlo come si fabbrica un oggetto, perché il libro si scrive col testo, con l’immagine, ma soprattutto con l’assemblaggio delle pagine, ed è questa la bellezza e la potenza del libro, che nel momento in cui apriamo un libro succede qualcosa non su una pagina, ma tra due pagine e dunque ci rendiamo conto che è gigantesco.” (Traduzione di Anna Castagnoli in un post del 2011 su Le Figure dei Libri.com)

Questa idea ispira il nostro progetto, che si completerà con la rilegatura orientale nel terzo incontro.

Uno degli obiettivi del lavoro è accettare una quota di imprevedibilità che dipende sia dalle caratteristiche dei materiali utilizzati sia dall’attenzione del singolo bambino durante l’azione. Come la natura, non siamo neutri, ripetitivi e controllati. Agiamo con vigore o delicatezza su materiali che hanno proprie peculiarità, si incontrano e reagiscono.

 

Ad esempio, stendere le spezie addensate con la colla sulla carta di bambù fa sì che questa ritrovi la propria origine organica: asciugando torna foglia, si secca e si accartoccia. Diversa è la reazione su altri tipi di carta.

 

Anche la nostra azione, la nostra forza provocano conseguenze. Quanta delicatezza bisogna usare per il frottage su carta di riso?

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Ci godiamo le differenze. Misuriamo con un gesto la fluidità della china su carta di riso, scopriamo velature e sfumature della sanguigna, tracciamo cancellando la fusaggine, crediamo che la carta di riso sia leggera fino a che non prendiamo in mano un foglio ancora più soffice e trasparente.

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Scopriamo che non si illustra solo con il colore, ma anche con le consistenze. Persino con i profumi e con i rumori.

Mi piace l’idea che dovremo aspettare l’asciugatura per conoscere l’aspetto definitivo di queste carte che abbiamo appositamente alterato: il Tempo è il vero protagonista del nostro progetto.

“Il mio foglio si è rotto ma mi piace proprio per quello” mi dice con entusiasmo una ragazzina. Bene, la volta scorsa non abbiamo parlato di wabi-sabi invano.

Ci vediamo in febbraio per rilegare!

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