686. A che pensi?

Si conclude oggi l’intenso sbirciare nelle teste dei bambini di quarta di un’Istituto scolastico milanese, ospiti della libreria Tiritera. È stata un’esperienza molto significativa, un’immersione totale e la prova di uno strumento – la forma dell’haiku – in un contesto contemporaneamente ludico e scolastico.

Quanto influiscono l’ambiente, gli spazi, il colore in un laboratorio espressivo? Quanto mi sono alleati gli altri adulti nella stanza? Come sono i bambini quando si dà loro diritto di parola? Che sguardi incrocio: si illuminano o si riempiono di punti interrogativi? Che vissuti sbircio: le porte sono aperte o chiuse? Che idea hanno della produzione culturale a loro destinata: la conoscono, la scelgono, la subiscono?

Le parole possono essere un gioco? Scorrono fluide o sono conquistate una per una con una certa fatica? I ragazzini danno valore ai propri mondi interiori? Sanno di avere il diritto di trovare tempi e luoghi per imparare ad esprimerli?

Ma insomma, questa è poesia?

Negli scorci visionari, negli accostamenti arditi, nei nonsense e in certi accenti drammatici io la vedo.

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La vedo quando viene meno l’iper-controllo a cui porta il contesto scolastico.

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La riconosco dopo che si sono ascoltati insieme gli haiku giapponesi, assaporati ad occhi chiusi, e si sono apprezzati con occhi apertissimi quei bizzarri albi illustrati…

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Mi è evidente quando compare incastrata nei tre versi, in forma di canzone salvifica.

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Uno degli albi letti oggi è stato A che pensi? Una domanda che apre una relazione, un dialogo. Anche il dialogo con se stessi, come è stato riconosciuto e condiviso.

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Qualcuno sostiene che i libri, anche quando sono chiusi, sanno parlarci – ci ha raccontato Cinzia, la libraia. Guardo questa fotografia, scattata dopo il passaggio del tornado, e riesco a sentire i bisbigli.

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One thought on “686. A che pensi?

  1. […] dedicata alle scuole (in classe – lo racconto qui – e il libreria – lo racconto qui, qui e qui).  Grazie Mad, di cuore, per come hai rielaborato il mio testo, l’hai reso tuo e […]

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