685. Conquistare

I conti del linguaggio non tornano, a volte.
In metrica le sillabe si sottomettono al ritmo, per esempio, e bisogna ragionare su parole difficili come sinalefe e dialefe. Oppure, nello spazio di libertà creato in un laboratorio di poesia, l’ortografia cede il passo alla foga. Non parliamo di quando nella finestra della mente si vede un’immagine, la lingua la tradurrebbe con agilità in parole amiche e invece la scuola ha tutto un altro suono: l’italiano, ricchissimo ma per nulla facile.

Riporto il lavoro dei ragazzini di questa mattina e lo faccio senza un filo di distacco. Li conosco bene, loro, e so con quanta fatica molti stanno conquistando il vocabolario italiano. Nelle due classi che ho incontrato c’era tutto il mondo: il Giappone, la Cina milanesissima e quella cinesissima, il Brasile, l’Egitto, le Filippine, il Bangladesh, lo Sri Lanka, il Perù, la Moldavia… ho dimenticato qualche angolo di mondo? Forse sì. Ah, ecco, c’erano anche le fate, Fantasilandia è sempre ben rappresentata.

Il mio componimento preferito è di Marina, che è arrivata dall’Egitto quattro mesi fa ed è seguita da un’insegnante di sostegno. Una bambina attentissima, che ha fatto tanti progressi.

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La bambina giapponese si è sentita molto coinvolta e ha utilizzato anche gli ideogrammi.

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Daniel, italianissimo, è stato affascinato dai caratteri trovati su A cloud di Komagata, che ha provato a copiare.

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La bambina brasiliana ha in testa un mondo colorato e, seppure all’inizio della sua avventura in Italia, non si ferma davanti agli ostacoli. L’ho invitata a comporre nella sua lingua. Ecco:

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Questi bambini affrontano un grande lavoro. Da un lato, la gestione di due sistemi linguistici; dall’altro la conquista del diritto di parola, oltre che di nozione/istruzione. Quest’ultimo è un diritto non secondario che riguarda tutti, italiofoni o bilingui, e comporta lo sviluppo del pensiero individuale per diventare adulti propositivi in futuro. Se è vero che siamo di fronte alle generazioni del crescere nonostante, mi auguro che sulla strada di questi germogli ci siano adulti pronti al rispetto e all’ascolto, non esclusivamente orientati alla normalizzazione linguistica e all’assolvimento minimo dei programmi ministeriali. I laboratori espressivi basati sulla poesia sono piccoli deragliamenti e arricchiranno le esperienze di questi bambini. Come non citare il lavoro preziosissimo e profondo di Chandra Lidia Candiani? Noi oggi certo non abbiamo avuto il tempo di instaurare una relazione articolata, ma forse abbiamo toccato alcuni cuori. Quello di Abigail, per esempio

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Come sempre ho usato gli albi, preziosi alleati per creare un clima avvolgente e parlare di poesia senza dare definizioni da ragioniera. Ai soliti titoli, oggi si sono aggiunti Il regalo della gigantessa e Cose che non vedo dalla mia finestra.
Scelgo sempre libri particolari, rarefatti o bizzarri nella logica e nelle immagini. Molti vengono definiti libri difficili da proporre ai bambini. Spesso invece avviene una piccola magia: qualcosa si accende e la mente si libera, mentre lingua e mani si sciolgono. Non sempre, per essere sinceri: ci sono casi di bimbi iper razionali, che non si sentono comodi nello spazio di una storia o tra le immagini che non si scorgono immediatamente. Le cose che non si vedono dalla propria finestra vanno coltivate con tempo e pazienza. E con letture preziose, anche. Buon lavoro, cari insegnanti, a voi tocca la parte dei maratoneti!

Anche perché loro non vedono l’ora: “ancora, leggine un altro” e non se ne vogliono più andare via.

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Un grazie enorme alla libreria Tiritera, che ci ha accolto nel suo spazio magico di ascolto e scambio. Lo ha fatto anche ieri, lo farà domani e, di nuovo con le classi, nel mese di dicembre. Che ricchezza avere una libreria nel quartiere!

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2 thoughts on “685. Conquistare

  1. A che pensi? | ha detto:

    […] parole possono essere un gioco? Scorrono fluide o sono conquistate una per una con una certa fatica? I ragazzini danno valore ai propri mondi interiori? Sanno di […]

  2. […] alle scuole (in classe – lo racconto qui – e il libreria – lo racconto qui, qui e qui).  Grazie Mad, di cuore, per come hai rielaborato il mio testo, l’hai reso tuo e anche […]

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