680. LEGGERE POESIE, GIOCARE AGLI HAIKU… CON I LICEALI. UNICATT PIACENZA / PARTE SECONDA

(…)

Con grandi occhi scintillanti,
Con le mani trepidanti,
Lieto il bimbo come un re,
Mette Pupi accanto a sé,
E sull’umile cuscino
S’addormenta il burattino.

In sul nascere del giorno
Pupi desto guarda intorno.
Presso il letto, seria seria,
Veglia sempre la Miseria,
Ma, in un dolce sogno assorto,
Gli sorride il bimbo morto.

da Antonio Rubino, Pupi giocattolo infelice

Ecco una perfida filastrocca d’inizio secolo che rapisce una sveglia liceale di oggi. Come risponderebbe Issa? Forse così, con sintesi, grazia e sincera compassione:

Si scioglie la neve,
Nelle case povere
Bambini dimagriti.

Cosa c’entra Rubino?
Poiché la letteratura non è materia da venerare ma strumento di relazione, può essere divertente accostare testi tra loro molto diversi. In un ideale percorso storico sulla poesia proposta a scuola, nel precedente incontro presso la Biblioteca dell’Università Cattolica di Piacenza ho letto in parallelo Rubino e Issa, Giudici e Kerouak… Ecco come, partendo dagli haiku, si possono creare viaggi senza fine nel grande mare della poesia, allo scopo di mostrare un’ampia gamma di temi e toni di voce, più o meno vicini alla sensibilità dei bambini e dei ragazzi.

Nell’incontro di oggi niente pc ma tanti libri da sfogliare, molti dei quali già nominati e presenti nella bibliografia ragionata che ho poi lasciato. E poi chiacchiere sulla presenza degli haiku nel web, con accenni ai vari social media, all’intelligente ricerca quotidiana di Susanna  Tartaro, agli approfondimenti dell’Associazione Italiana Haiku  e allo spirito leggero di questo blog.

Ho raccontato anche alcune delle mie sperimentazioni: La parola più importante, le esperienze in libreria, i progetti articolati a scuola, i nascenti esercizi cartopoetici.

Ed ecco il momento dell’esercizio cartopoetico dei ragazzi:

L’haiku è (anche) un modo per fermare il tempo che ricorre ciclico, che si ripete senza sosta e ci appare diverso – più intenso e meno angosciante – solo perché aguzziamo lo sguardo ed esercitiamo la nostra consapevolezza sensoriale e spirituale.
Cosa si ripete senza sosta nel mondo di un liceale? L’orario scolastico! Una gabbia che incastra le ore e le giornate e incombe, come pensiero latente, anche nei momenti liberi dei ragazzi.

Oggi siamo partiti da lì. E se sulla consapevolezza si può senz’altro lavorare, sull’ironia direi che siamo a posto. Ecco qualche esempio:

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Menzione d’onore alla Prof, che con un evidenziatore, una matita e un correttore ha creato anche motivi grafici pieni di energia.

Buona settimana a tutti, buon lavoro!

Si chiude così questa bella esperienza presso l’Università Cattolica di Piacenza, che ringrazio attraverso un saluto speciale alla Dott.ssa Barbara Fiorentini.

 

 

 

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4 thoughts on “680. LEGGERE POESIE, GIOCARE AGLI HAIKU… CON I LICEALI. UNICATT PIACENZA / PARTE SECONDA

  1. Emanuela ha detto:

    Sento una grandissima gioia e una inestimabile gratitudine per quello che state seminando!

  2. tramedipensieri ha detto:

    Bellissima esperienza e notevole l’idea del viaggio tra i diversi autori cercando, e quindi trovandolo, il filo che unisce…

    Complimenti a tutti
    .marta

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