458. Un laboratorio di haiku con bimbi in età prescolare. Piccoli poeti con le dita impiastrate.

LABORATORIO DI SILVIA GEROLDI

C’è una libraia a Besana Brianza che non ha paura di sperimentare. Maria Teresa Nardi è la titolare di Libri e Giochi, riferimento per le famiglie del territorio non solo come punto vendita ma anche come luogo di promozione della lettura e di attività per bambini soprattutto nella fascia dei piccolissimi, 0-6 anni,

Ieri sono stata ospite di Maria Teresa per un laboratorio di haiku con sei topolini di tre e quattro anni, insieme alle loro mamme dolci e partecipi. Un’ora e mezza di concentrazione, ritagli, materiali naturali, colla e ascolto, soprattutto. Il mio obiettivo era duplice:

1. trasmettere alle mamme il senso del “gioco degli haiku”, in modo che una volta a casa potessero continuare ad utilizzare la tecnica come momento di comunicazione ludico-emotiva con i bambini. Un po’ come racconto in questo post scritto qualche tempo fa.

2. lavorare con i piccolissimi per introdurre l’idea di libro autoprodotto, giocando con la maggior parte dei sensi (vista, olfatto, tatto), con le immagini e – senza forzare – con le parole.

Per prima cosa ho verificato che i bambini avessero portato tutto il necessario: dita e occhi grandi per osservare il mondo con attenzione. C’era tutto! E allora siamo partiti. Ho mostrato il materiale che avevo preparato per loro e che li ha molto incuriositi:

10359510_824703417582087_672280232654547422_npetali di rosa essicati, conchiglie piccolissime, anice stellato…

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 erbe essicate e profumate:

rametti di Erba Luisa, riccioli di lemongrass, menta essicata…
e poi ritagli e strisce di carta di tutti i colori…

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libricini bianchi, tutti da inventare…

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diversi pesciolini colorati,
alcuni contenenti haiku di autori classici altri senza parole, muti…

Se con i bambini più grandi i laboratori partono spiegando cos’è un haiku e come si compone, in questo caso l’introduzione è stata velocissima e più ad uso delle mamme. I bambini, incuriositi dai materiali, sono stati invitati a creare immagini attraverso la tecnica del collage, utilizzando gli elementi naturali messi a loro disposizione, interpretati e rielaborati insieme all’uso di carta colorata e pennarelli. Bravissime le mamme ad affiancarli senza suggerire e censurare.

Raccontato così sembra sia stato un lavoro tranquillo e pulito ma…

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Con tutta quella carta, abbiamo persino creato rudimentali pop up. L’idea è stata suggerita dalla mia assistente settenne, che è stata subito messa al lavoro per aiutare i più piccini:

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E dunque largo ai vasi…

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e ai bruchi che spuntano dall’erba!

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Nel gruppo non mancavano estimatori di Leo Lionni. Consapevoli? Inconsapevoli? Non ho avuto modo di approfondire. In ogni caso quello è un aquilone.

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 E se quel triangolo vi appare una montagna siete banali, è un lago:

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E in tutto questo, gli haiku? Sono nati commentando i collage con i bambini. Ascolto, dialogo, piccoli interventi di mediazione delle mamme e miei.

“Dunque questo è un aquilone che vola nel cielo, ok. E se concludessimo la nostra poesia con “e poi sorride” e aggiungessimo occhi, naso e bocca?”
“NO! – bimbo razionale scandalizzato e irremovibile – È un aquilone che poi scende giù!”

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Ecco di seguito gli haiku nati da questo laboratorio:

Fiori sul lago
si specchiano nell’acqua.
Son vanitosi.

Un pesciolino
è piccolo e bellino
e fa glu glu glu.

Un aquilone
vola nel cielo alto
e poi torna giù.

Spunta dall’erba
un piccolo bruchino
e ci saluta.

E se un libro non basta a contenere i pensieri alati? Si crea una collana di conchiglie! E anche questa, vi posso assicurare, è poesia.

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Un saluto e un ringraziamento a Maria Teresa Nardi, a tutti i bambini che hanno partecipato al laboratorio e alle simpaticissime mamme, soprattutto a quella che è uscita sillabando, ormai contagiata…

A presto!

info: Silvia Geroldi, sigerol(at)tin.it

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One thought on “458. Un laboratorio di haiku con bimbi in età prescolare. Piccoli poeti con le dita impiastrate.

  1. […] colorate e trovo la concentrazione per affrontare un laboratorio di haiku con bambini piccolissimi (che racconto qui). Guardo in alto e sono dentro una china orientale. Guardo in basso […]

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