450. Alfabetoinquieto, haiku animati al Festival delle storie di Gavoi (seconda parte)

laboratorioAlfabetoinquieto

Da un’ idea di Teresa Porcella
Laboratorio in stop motion di Santo Pappalardo
Con i bambini della scuola di Gavoi
Haiku scritti con Roberta Balestrucci Fancellu
Musiche composte ed eseguite da Jorge Luján

In un post di qualche settimana fa avevo accennato al bellissimo progetto Alfabetoinquieto. Ecco ora un approfondimento in questa intervista a Roberta Balestrucci Fancellu, parte della squadra che ha guidato un bel numero di bambini felici, tra sillabe carta forbici colla musica pc e tanta voglia di giocare.

roberta balestrucci fancellu

Roberta Balestrucci Fancellu tra gli intrecci delle storie di Gavoi

Alfabeto-gioco, parole-animate, Haiku-storie. Com’è nato il progetto Alfabetoinquieto e come è stato articolato?

Alfabetoinquieto nasce da un’idea di Teresa Porcella e si sviluppa attraverso vari interventi artistici, didattici e tecnici all’interno del Festival Isola delle Storie di Gavoi con i bambini e le insegnanti della la terza elementare di Gavoi.
Il progetto si è sviluppato in tre fasi: ideazione delle storie con la scrittura di piccoli racconti con la formula “magica” dell’haiku; invenzione dei personaggi che avrebbero interpretato lo storie scritte con i bambini; animazione delle storie.

santo pappalardo

Santo Pappalardo e la messa a fuoco del progetto

Quanti bambini hanno lavorato al progetto e in quali fasi sono stati coinvolti?

Tutta la classe e le insegnanti con grande voglia e partecipazione! La capacità di afferrare al volo e di farne uno strumento proprio, sia degli aspetti artistici che tecnici, da parte di questi bambini è stata straordinaria e hanno preso in mano la situazione da subito. Abbiamo iniziato giocando con la divisione in sillabe delle parole, come suddividere i vari versi, arrivando a formulare strabilianti haiku.

realizzazione
Fantasticando con i piccoli/grandi racconti venuti alla luce, abbiamo iniziato a giocare con le sagome delle lettere osservandole. La domanda era molto semplice, tutto partiva dal “Cosa vedete in questa lettera?” Ti lasciamo immaginare quanti mondi e soluzioni di rappresentare il loro lavoro sono venuti fuori.
Le soluzioni grafiche e illustrative di cui sono capaci i bambini non sono affatto scontate.

montaggio

Al montaggio!

Quanto tempo è servito per realizzare tutto quanto, fino al video?

Pensiamo che in questo caso potremmo definirci delle “macchine”, specialmente Santo. È stato insuperabile, è riuscito a montare tutto in pochissimo tempo! Abbiamo impiegato in tutto tre mesi. I primi due mesi, da aprile a maggio, abbiamo lavorato ai personaggi, e in contemporanea, abbiamo scritto degli haiku.

lettere

Abbiamo ritenuto produttivo lavorare in parallelo, immagini e testi, anche perché con il tempo alcuni haiku sono cambiati proprio su richiesta dei bambini stessi che, una volta entrati nel meccanismo, non riuscivamo più a fermare. Era bellissimo vederli andare in giro per la classe o accoglierci sulla porta con le loro dita impegnate a contare le varie sillabe che formavano la frase, le loro poesie.
Le riprese in stopmotion sono state realizzate durante il Festival Isola delle Storie di Gavoi, coinvolgendo i bambini nonostante fosse estate e quindi già in vacanza.
In questa fase con Teresa abbiamo registrato le voci dei bambini che si sentono nel filmato e la colonna sonora con la straordinaria partecipazione di Jorge Luján e di Gianfranco Antuono che ha curato la sonorizzazione. Indispensabile sostegno è arrivato dai ragazzi volontari del Festival e in particolar modo da Valeria Castellani.

teresa porcella e jeorge lujan

Teresa Porcella e Jorge Luján

Qual è stato il ruolo di ognuno di voi?

Ognuno di noi aveva un ruolo ben preciso, è vero, Santo si occupava della stop motion, io degli Haiku, Teresa si è occupata della direzione e delle musiche, ma penso che alla fine il nostro lavorare sia stato talmente affiatato, e che i nostri ruoli siano arrivati ad intrecciarsi in maniera talmente costruttiva, e positiva, che alla fine, per quanto ci riguarda, tutti abbiamo fatto tutto, e siamo stati di supporto l’uno con l’altro.

contar sillabe

Roberta spiega gli haiku, è tutto un contare…

Come sono stati spiegati gli haiku ai bambini e come sono stati accolti?

Siamo partiti dalla divisione in sillabe, da cosa era per loro una poesia, da quanto ci voleva per impararla, o da che cosa, secondo loro, bisognava essere ispirati. Abbiamo fatto raccontare le loro esperienze “letterarie”, per poi stravolgere ogni certezza e presentare gli Haiku. Siamo partiti da alcuni esempi scritti. In precedenza con Santo volevamo far entrare subito i bambini in empatia con il progetto e, partendo da un nostro esempio, siamo entrati nel magico mondo dell’Alfabetoinquieto. La parte più divertente sono stati i commenti delle maestre, all’inzio “preoccupate”, temevano che potessimo confondere i bambini con i nostri “conteggi” e le nostre divisioni, ma poi anche loro hanno iniziato a giocare con noi, ed è stato MERAVIGLIOSO!!! La potenza e la magia degli haiku con i bambini è che davvero si lasciano coinvolgere e in tre versi riescono, grazie alla loro semplicità, genuinità e fantasia, a rallegrarci l’animo e soprattutto a farci emozionare. Era bellissimo vederli arrivare con le loro manine tese, sentire cosa avevano da raccontare.

Il progetto verrà replicato? Avrà un seguito?

Assolutamente si! Ci è piaciuto così tanto che sarebbe un vero peccato non cogliere l’opportunità di “fotografare” in giro per l’Italia il senso artistico e poetico dei bambini. Chissà quanti haiku e quanti bimbi vulcanici restano in quiescenza in attesa del prossimo parossismo.

Le immagini di questo post sono state scattate da Santo Pappalardo (>Sito).
Ed eccolo di nuovo, il videoinquieto!

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One thought on “450. Alfabetoinquieto, haiku animati al Festival delle storie di Gavoi (seconda parte)

  1. fogliblu ha detto:

    L’ha ribloggato su fogliblue ha commentato:
    Alfabetoinquieto, haiku animati al Festival delle storie di Gavoi.

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